- News: Unihockey, vola la Svizzera

Svizzera - Finlandia
KEY Svizzera - Finlandia

Siamo pronti ad andarcene

Keystone

Uber minaccia il ritiro delle sue attività dalla Svizzera se la legge dovesse ritenerla alla stregua di un datore di lavoro per gli autisti che utilizzano la sua piattaforma.

Secondo il direttore generale di Uber Svizzera, Steve Salom, si tratta di una linea rossa che la Confederazione non deve oltrepassare.

Da tempo i sindacati fanno pressione affinché Uber venga considerata come un'impresa di trasporti, i cui conducenti devono essere trattati come dipendenti e non partner. In un'intervista pubblicata sulla NZZ am Sonntag, Salom ribadisce che "nel caso in cui le autorità giudiziarie non ci venissero incontro dovremo andarcene".

Numero chiuso per gli sciatori

Keystone

Gli impianti di risalita delle Jungfraubahnen, nell'Oberland bernese, vogliono limitare l'accesso alle piste del comprensorio di Wengen, Grindelwald e Mürren-Schilthorn ad un massimo di 17'800 sciatori al giorno.

Ad annunciarlo sulle colonne del Sonntagsblick è il direttore della compagnia ferroviaria Urs Kessler. La misura ha spiegato Kessler al domenicale, non è solo di natura ambientale, ma anche e non da ultimo promozionale, visto che in base alle leggi del marketing un bene, rarefacendosi, aumenta di valore e interesse.

La limitazione sarà introdotta all'inizio della stagione 2020/21 e non toccherà i possessori di un abbonamento.

Wanders e Sclabas quarti

Il ginevrino
KEY Il ginevrino

Agli Europei di cross di Lisbona 4o posto per Julien Wanders, che ha chiuso la gara di 10,225km in 30'25". Il romando, che ha iniziato con un ritmo elevato ed è stato in testa per i primi 8', ha pagato scotto nel finale, fallendo per 4" il podio. La vittoria è andata allo svedese di origine eritrea Robert Fsiha in 29'59". Quarto posto pure per Delia Sclabas, a 12" dal bronzo, nella categoria U20 femminile.

Corea del nord, misterioso test

La Corea del nord ha annunciato oggi, domenica, di aver effettuato un "test molto importante" dalla sua base di lancio satellitare nella località di Sohae.

La notizia è stata riferita dall'agenzia ufficiale KCNA, senza però fornire alcuna precisazione sulla natura dell'esperimento. Un portavoce dell'accademia delle scienze di Pyongyang ha tuttavia sottolineato che gli esiti avranno "effetti importanti", mutando lo "statuto strategico" del paese.

Il mistero che aleggia intorno al test si innesta nell'attuale fase di stallo nella trattative sul nucleare nordcoreano fra lo Stato asiatico e Washington.

Artista di "fame"

Era l’ultima opera di Maurizio Cattelan, l’eclettico artista italiano. Una banana intitolata “Comedian”, esposta all’Art Basel Miami Beach.

Era stata venduta per 120'000 dollari. Ma sabato il frutto proibito è stato mangiato da David Datuna, showman americano che si è definito “artista affamato” .

L’uomo si è avvicinato all’installazione del collega, ha staccato la banana dal muro, l’ha sbucciata e mangiata davanti a un pubblico impietrito. Il commento: "Grazie, è deliziosa! Questi 120'000 dollari davvero molto gustosi”. Nessun dramma, comunque: il singolare fuori programma è stato superato con l'apposizione di un'altra banana.

- News: Ponti manca finale 200 delfino

Il ticinese
KEY Il ticinese

Ai CE in vasca corta Noè Ponti nelle serie dei 200m delfino ha chiuso in 1'54"01, battendo il suo personale (che era di 1'55"81) e mancando di 0"09 il record svizzero di Jérémy Desplanches.

Il locarnese ha colto il 10o miglior tempo (ma il 9o posto a causa dell'esclusione del 3o russo), fallendo l'accesso alla finale per 0"23. Nella 4x50 mista, di cui faceva parte, 14o posto e primato elvetico in 1'34"93.

Lisa Mamié farà la finale dei 200m rana grazie all'8o tempo delle batterie (2'22"70), mentre Nina Kost disputerà le semifinali dei 50m stile libero dopo aver vinto uno spareggio.

Sicurezza negli ospedali

Keystone

Gli ospedali hanno deciso di rafforzare le misure di sicurezza per evitare aggressioni nei confronti del personale, in particolare nei pronto soccorso.

E'quanto emerge da un'inchiesta condotta dalla NZZ am Sonntag presso quattro strutture universitarie elvetiche. Nel corso del 2019 si sono registrati 1'500 casi di violenza al CHUV di Losanna, 1'200 all'Inselspital di Berna, 900 all'ospedale di Zurigo e 5'000 all'HUG di Ginevra.

A preoccupare sono anche le violenze commesse da genitori nel periodo natalizio: a causa della chiusura di diverse cliniche pediatriche in dicembre, molti non accettano quando non viene data la priorità al loro figlio.